lunedì 3 gennaio 2011

semplicemente...scrivo

Scrivo di quella casa più lontana, di quella, forse per la distanza, più silenziosa.
Scrivo di quella più giovane, per l'età degli ospiti, perchè ultima nata in “casa Amahoro”.
Scrivo di quella casa, quella di Bare, dove abbiamo passato la sera di Natale, e gli ultimi giorni dell'anno. Di questo anno così ricco di emozioni e regali.
Scrivo del nostro arrivo. Bedo, Marzia, Damascen e io. Scrivo delle urla dei bambini di casa nel nostro scendere dall'auto. Della gioia, dell'emozione dei loro occhi scuri che brillano nella notte. Come stelle.
Scrivo del nostro mancare qui da sole tre settimane e della sensazione che 21 gg siano un'eternità.
Scrivo dell'inzoga spacciatami per succo, condivisa coi più grandi continuando a condividere la Festa. Una Festa così bella che vorresti non finisse mai.
Scrivo della diversità delle tre responsabili e dei loro carismi così essenziali in questa famiglia.
Scrivo dell'andare finalmente nei campi. Della bellezza della condivisione del lavoro. Della delicatezza, di chi questo lavoro lo fa da sempre, nello spiegarci come fare. Nel chiederci di riposare.
Scrivo della grandezza che c'è nel riscoprire Madre Terra. Nel desiderio di accettare i suoi doni senza farle male.
Scrivo delle partite a calcio, in infradito tra i sassi. Tra le risate dei bimbi. Tra i passanti che tagliano i loro cammini attraverso il nostro cortile.
Scrivo del lavarci piedi e vestiti in cortile, insieme, con acqua di cielo, con acqua di cisterna.
Scrivo delle fatiche di non capire bene ciò che avviene a casa Italia, dell'interrogarmi sul da farsi.
Scrivo di una telefonata di due amici compagni guide del cammino. Scrivo dei Segni di Dio.
Scrivo del mio abbandonare sul finire dei pasti, il tavolo “dei grandi”, per infilarmi in quello dei bimbi. I Grandi di casa. L'anima di casa. Scrivo delle risate con loro, degli scherzi, delle coccole, degli sguardi. Dell'inventare discorsi in kinjarwanda per farli divertire.
Scrivo di innumerevoli insegnanti di percussioni. Che ti danno la carica di provare ancora anche se tu, dopo ore di prove, rimani comunque l'essere meno “ritmato” della terra.
Scrivo della magia di vespri illuminati da candele. Di brividi che ti attraversano mentre battendo le mani, durante un canto al Signore, senti il tuo nome. Senti che il Signore viene ringraziato per il dono di Te. Scrivo della naturalezza che c'è, a quel punto,nell'alzarti e nell'iniziare a danzare. Anche tu.Come se l'avessi sempre fatto.

Scrivo dell'Amore.
Che ancora una volta è tra le mie mani. Gratuitamente.


che sia anche nelle vostre mani
buon 2011

vale

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